La Curva Mare ai tempi della Serie D La Curva Mare ai tempi della Serie D

Riapre il "Colavolpe", si riaccende la passione

Scritto da  Lug 03, 2016

Il busto di "Sor Mario" accoglie l'entrata dei volontari del Terracina Supporters' Trust che sabato 2 luglio hanno riaperto i cancelli dello stadio, impolverato e pieno di ragnatele, ma è lì quasi a reiterare le ramanzine fatte a generazioni di ragazzi terracinesi. Qualcuno sussurra malinconico che avremmo dovuto bendarlo, per nascondergli la devastazione, il saccheggio, l'oltraggio subito dalla struttura in un anno di chiusura. Dal cancello principale al portone d'entrata e su tutto il piazzale le sterpaglie nascondevano voragini aperte dai tombini rubati, all'interno porte scardinate, muri sfondati, inferriate smurate, sanitari danneggiati, panche divelte, polvere e calcinacci. Il campo, quel campo che in occasione dei 30 anni della Curva Mare guardammo attraverso gli occhi commossi del mister Washington Parisio, ridotto ad una distesa inaridita d'erbacce. Eppure attraverso quei simboli s'intravede un barlume di luce: nel busto di Mario Colavolpe, nella targa della sala stampa intitolata a Giggino Avena in cui sono stati per fortuna preservati i pochi e dignitosi trofei, in quella Curva Mare "Carlo Guarnieri" che ti sembra ancora di sentire nei giorni migliori, il tempio ha mantenuto intatti i suoi simboli, costituiti da terracinesi che sono invecchiati con il calcio o che rimarranno sempre giovani nella nostra memoria.

Se è vero che questo stadio è stato costruito lontano dal centro abitato, che ha una pista d'atletica finora servita solo a tenere lontani gli spalti dal campo, che negli ultimi anni è stato oggetto di polemiche, restrizioni e lavori di adeguamento pressoché incessanti, bisogna prendere atto che è questo il luogo in cui Terracina ha scelto di rappresentare un gioco che per molti continua ad essere molto di più, dove i terracinesi hanno manifestato la loro fantasia, la loro cultura o sottocultura, la loro ribellione nelle partite contro Monterotondo e Correggese. Trasversalmente ai ceti sociali, alle idee politiche, alle scelte di vita, alle barriere di ogni tipo, nel Colavolpe è stata celebrata Terracina attraverso il calcio.

Questo è il reale valore patrimoniale che sarà ereditato dalla società che ha riportato il titolo di Promozione e che dai prossimi giorni dovrà fare i conti con i danni causati alla struttura, con i ragazzi del Terracina Supporters' Trust che dovranno aggrapparsi a quei simboli per trascinare tutti verso la rinascita. A loro il problema principale da risolvere nell'immediatezza è saltato subito agli occhi, alla gola, sulla pelle sudata: acqua. Sembra paradossale e beffardo pensare che il calvario per questo stadio iniziò proprio con il tentativo maldestro di costruire una piscina comunale nelle vicinanze, ma il pur ottimo lavoro svolto in un solo sabato pomeriggio può essere vanificato e scoraggiato dalla mancanza d'acqua. L' amministrazione appena insediata dovrà coadiuvare, facilitare ed intervenire ove necessario e possibile, perché questi ragazzi hanno dimostrato di meritare fiducia lavorando con umiltà e passione in terza categoria ed anche per rispetto verso quei simboli e quelle motivazioni sopra elencate.

Ultima modifica il Martedì, 13 Dicembre 2016 13:46
Fabrizio Carantante

Nato a Terracina il 20 giugno 1974, ha collaborato con Anxur Time e diverse testate di calcio a 5 provinciale, ex dirigente di calcio ed attualmente dirigente di una società di atletica leggera. Appassionato di sport in generale, pratica a livello amatoriale l'atletica ed il ciclismo.

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