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Categoria: Altri sport
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Ritratti - Angelo Sciscione, il tifoso speciale innamorato di Terracina

A lui è intitolata la tribuna coperta dello stadio "Mario Colavolpe", un omaggio postumo fortemente voluto dall'allora presidente Attilio Saturno per l'incrollabile fede mostrata per il suo Terracina calcio. A sette anni dalla scomparsa sono molti gli aneddoti legati allo storico tifoso Angelo Sciscione, imprenditore di successo, co-fondatore dell'omonimo gruppo editoriale, dirigente sportivo e appassionato di sport a 360 gradi.

Lo sport, per Angelo, era un veicolo per "canalizzare" le sue passioni. Il calcio su tutte, ma poi anche ciclismo,volley, basket ed atletica. Calciatore e dirigente con la Giovane Italia dove conobbe l'amico fraterno Elio Stocchi, poi l'impegno in prima linea con la gestione del fratello Gianfranco del Terracina calcio dei primi anni '90.

Cultore di calcio e fine intenditore, Angelo non lesinò mai critiche dispensando consigli e ritagliandosi un ruolo di "critico sostenitore" della società. Era il Terracina di Di Chio,Ponzi, Chiappini, Di Trapano e Kanyengele (solo per cirtarne alcuni) che sfiorò il professionismo, creando entusiasmo e smuovendo migliaia di tifosi per trasferte proibitive e dall'alto tasso "adrenalinico".

Angelo era sempre presente, nella rovente Giugliano in Campania come a Caserta (unico tifoso al "Pinto"), nello spareggio di serie D che condannò il Terracina di Trotta alla retrocessione. Immancabile anche in giro nei parquet dell'intera regione, dove seguiva il figlio cestista nelle vesti di dirigente tuttofare, con il solito spirito e l'immancabile e contagiosa genuinità.

Il Terracina calcio e il Napoli. La scintilla passionale per i partenopei scoccò quando si trovava in servizio militare a Gaeta e venne sublimata dall'epopea maradoniana e dai successivi trionfi europei e tricolori. Visse l'impresa azzurra del 1982 del Santiago Bernabeu imbarcandosi su un areo isrealiano in un periodo di tensioni internazionali, marcando visita (non tra i rimpianti) nel mondiale tedesco nonostante i ferventi preparativi.

Nel rettilineo finale della sua esistenza diventò animatore della trasmissione "Diretta Gol" insieme agli amici Roberto Italiano, Elio Stocchi e Libero Iannelli. Più che una redazione una famiglia, in cui l'affabilità e positività di Angelo emergevano creando divertenti siparietti in cui si spaziava dalla politica all'arte, la cultura e la storia, finendo - inevitabilmente - al tema più "divisivo" ma vissuto in modo goliardico e scanzonato: il calcio. 

E che gli argomenti di discussione fossero partite come Formia-Cynthia, spareggio per la C2 o Sezze-Cassino play out di Prima Categoria - con Angelo rigorosamente presente in tribuna con Augusto - , o le storiche e pluridecantate finali mondiali, contava relativamente. Anzi, nulla.

Con la pallavolo conobbe la moglie Gabriella, con cui rimase fortemente legato fino alla fine dei suoi giorni. Così come con i fratelli Romano e Gianfranco. L'orgogliosa lotta contro un linfoma affrontata con l'immutata gioia di vivere insita nel suo dna venne "premiata" con l''epilogo play off del Terracina contro la Correggese, coincisa con la promozione in serie D vista in tv insieme alla figlia Letizia con la telecronaca di un emozionato Augusto. 

L'ultimo post su facebook, quando la malattia era in stato avanzato fu quasi il manifesto della sua esistenza: "L'ultimo grido...Forza Terracina!". Per lui, infatti, il Terracina calcio rappresentava la massima espressione identitaria della città, da lui follemente amata e da cui faticava a separsi anche solo per qualche giorno. 

Presentarore notabile, ricoprì un ruolo sociale di rilievo e responsabilità tessendo relazioni ed amicizie per interi decenni, guadagnandosi la benevolenza e l'affetto della gente.

Di lui dicono che abbia sempre avuto una parola di conforto, una pacca sulla spalla di consolazione per farti rialzare Il suo impegno sociale non conobbe pause fino all'ultimo: battagliò - con le ultime energie rimaste - insieme alle associazioni "AnnaLaura" (con la quale era in programma un evento benefico vanificato dal dilagare della malattia) e "Aprotion" che si occupavano di malati oncologici. 

Ci ha lasciato il 12 agosto del 2013, indossando la maglia numero dieci del Terracina calcio e la sciarpa del Napoli. E oltre all'eredità affettiva lasciata ai famigliari, Angelo ha donato ad un'interà comunità la bontà e la positività di uomo in grado di vivere intensamente fino all'ultimo gong terrestre tutte le sue passioni.

Con i fatti, però. Scolpendoli in modo perenne nella memoria di tutti con i suoi ultimi pensieri.
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