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Categoria: Calcio a 11
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Carla Rossetti, la donna e il mito

Comunista, attrice amatoriale del teatro in vernacolo, terracinese. Carla Rossetti, alias “Zì Carla” è una vera e propria istituzione della Terracina verace e profonda, legata alle sue tradizioni, alla sua lingua, alla sua storia. Una donna di 71 anni capace di rompere i tabù dei pregiudizi, le barriere del maschilismo e del moralismo di un’Italia remota ma non dimenticata, viva e presente nella lucida memoria di Carla. Pioniera del calcio femminile in Italia, coraggiosa donna sempre in campo per le sue idee, i suoi valori.

Ho cominciato a giocare all’inizio degli anni 70’, nel quartiere dove vivevo. E insieme ai miei amici, ovviamente tutti uomini” – esordisce il portiere femminile più longevo d’Italia. Quasi 50 anni vissuti tra la polvere e la gloria, le gioie irresistibili dei trionfi e le delusioni delle effimere sconfitte. Perché chi decide di indossare calzoncini e guanti, sfidando il bigottismo imperante e i “dogmi” del conformismo dilagante, spezza una catena di argilla e spiega le ali per il volo.

“Il mio sogno di proseguire la carriera verso livelli più alti si interruppe quando mi infortunai gravemente alla tibia” – sottolinea con rammarico la nonna portiere. I sogni, però, non muoiono mai all’alba, e Carla non si arrende continuando il suo cammino in periferia.

Cassino, Formia, Gaeta, Sezze e tutte le squadre femminili di Latina, i trionfi in serie nei tornei estivi e il ritorno all'ombra di Pisco Montano.A casa conservo tutti i premi, sia individuali che collettivi, vinti con tutte le mie ragazze.Ancora ricordo - prosegue tradendo l’emozione – la vittoria ottenuta a Baia D’Argento contro Carolina Morace: una sensazione indescrivibile, avvalorata ancor di più dal livello delle avversarie incontrate, che poi si rivelarono - con il tempo - giocatrici di spessore internazionale".

Leader carismatica in campo, personaggio da copertina fuori. Nella sua lunga carriera calcistica Carla Rossetti ha sempre cambiato maschera, alternando i palcoscenici calcati e restando sempre se stessa. Le partecipazioni ai “Fatti Vostri” e ai vari programmi locali di sport, le comparsate in prima pagina su “La Gazzetta dello Sport” , “Visto” e “Gente”, ma non solo. Il contorno essenziale di un affresco costruito pennellata dopo pennellata, parata dopo parata

Quando ripresi a giocare, a 40 anni suonati, non mi aspettavo di suscitare tutto questo clamore mediatico. L’ho fatto solo perché mi piaceva. E riuscivo a far combaciare le mie passioni come il teatro e l’impegno civico e politico, con il calcio e la famiglia”. Michel Preud’Homme e Gigi Nofi, Anna Magnani e Berlinguer. Il pantheon di “Zì Carla” è un inno alla sua vita. Spericolata, straordinaria, unica.
Un collage perfetto di una donna sanguigna e passionale, in prima linea nella sua amata Terracina, dove ha trovato il tempo – tra una recitazione e l’altra – di fare (tra le altre cose) anche da preparatore dei portieri della Lady Terracina

“A tutte le ragazze timorose di iniziare a giocare a calcio, mi sento in dovere di consigliare la via della passione e del coraggio. Coltivate i vostri sogni, cancellando ogni pregiudizio e lottate strenuamente per realizzarli. Io - conclude Carla - alla mia età ancora sogno di potermi migliorare. E proprio questo mi permette di andare avanti".

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