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Categoria: Calcio a 11
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L'editoriale - Girone Dantesco

Ribaltoni, rovesci improvvisi, classe operaia al comando e big sornione alle spalle per sferrare l'allungo decisivo nel momento più consono. Più che un campionato, infatti, questo girone D di Promozione laziale sembra una lunga rincorsa con tappe intermedie, incidenti di percorso e rovinose cadute di ogni aspirante al grande salto. Imprevidibilità ed equilibrio unite da un sottile filo logico sempre più labile, gara dopo gara. 

Undici giornate al termine, sette squadre potenzialmente in lotta per i primi tre posti racchiuse in cinque punti in testa, tutte le altre (escluse MSG Campano e forse il Suio) in piena bagarre per evitare la retrocessione. Se non è equilibrio questo, magari un po' folle e - forse - qualitativamente non per palati fini, non esiste parola adatta per definire il girone dantesco creatosi fino ad oggi.

Dallla capolista Pontinia,  squadra solida  e costruita con arguzia e competenza da Zomparelli, al Formia dell'attacco esplosivo Pepe-Zaccaro-Petronzio passando per la favorita (rosa alla mano  e trend ) Mistral Gaeta e per le sorprendenti Paliano dell'immarcescibile bomber Fazi e la pragmatica Anitrella, per finire con l'altalenante Ferentino degli stagionati e talentuosi Fanelli e Caligiuri e il redivivo Monte San Biagio, vissuto fin qui all'ombra del podio ma pronto ad inserirsi nel tepore primaverile nel lotto di pretendenti, quantomeno per l'accesso ai play off.

Dietro lo Sporting Vodice di Lauretti, ormai certo della sesta salvezza consecutiva grazie ai ragazzi dell cantera e il  solido Suio di Pernice. E poi, dall'ultimo posto occupato dall'Hermada di Stefanini, a secco di vittorie dal 18 novembre (2-1 a Ferentino) ma tutt'altro che morta al Real Cassino, apparentemente in zona neutra, tutte le compagini - Terracina compreso -  saranno costrette a giocarsi le proprie fiches salvezza fino all'ultima giornata, senza fare troppi calcoli e vendendo cara la pelle ogni "maledetta domenica". 

Una situzione magmatica emanazione diretta di un campionato senza padroni, dove ogni gara risponde a logiche diverse, cancellando budget, distanze ed ambizioni. Il bello del calcio di provincia, quello che del falso fair play  finanziario e del Var se ne frega, lasciando sempre un'opportunità a chi meno se lo aspetta.

Restituendoci un pizzico di magia e genuinità. 
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