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Categoria: Calcio a 11
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L'intervista - Angelo D'Amico, da allenatore in attesa di chiamata a osservatore di lusso: "Il calcio è la mia vita, la domenica giro per l'intera regione"

Zero punti dopo nove giornate, poi il miracolo. La storica salvezza ottenuta nel 2019 a Sabaudia, la rinascita del Terracina beach soccer e la voglia di rimettersi in gioco dopo la pausa forzata per la crisi pandemica.

Angelo D'Amico, oggi "disoccupato di lusso", divide le proprie domenica assistendo dal vivo alle gare della Promozione e dell'Eccellenza regionale, studiando nuove metodologie e andando a lezione dai big del calcio nostrano. Il tutto in attesa della sospirata chiamata.

 - Angelo, partiamo dall'attuale ruolo di osservatore interessato. Cosa ti manca maggiormente del "lavoro sul campo" da tecnico.
Tutto, dalla fine della stagione del beach soccer non ho mai smesso di studiare cercando di migliorarmi. Ho seguito corsi, visionato gli allenamenti dal vivo della Lazio di Sarri a Formello, quelli del Frosinone e di altri allenatori di categorie superiori. Sento l'assenza del lavoro sul rettangolo verde, la fase preparatoria alla gare e tutto ciò che ne consegue in termini metodologici, adrenalinici e legati alla tensione della vigilia. 

- Parliamo dell'Eccellenza, ovviamente focalizzando l'attenzione sul girone C. La battistrada Lupa Frascati e le inseguitrici, il Terracina di Gerli e le difficoltà del terracinese Di Rocco a Gaeta. Che campionato stai vedendo?

Ho visto molte partite del girone, formandomi un'idea piuttosto chiara. Credo che la sfida al vertice riguardi Lupa Frascati, Sezze e Ferentino che mi sembrano le più attrezzate per il grande salto. Il Terracina ha allestito una buona squadra e, rispetto all'inizio del torneo, gioca anche meglio; credo possa restare nella zona medio alta della classifica. Il Gaeta di Di Rocco è stato sfortunato in alcune partite, ma può vantare un impianto di gioco notevole. E poi Marco è giovane, non lascia nulla al caso ed è terracinese. Quindi ha una marcia in più.

- In Promozione, invece, il Monte San Biagio di Del Prete ha stupito tutti con un avvio da urlo. Credi possa resistere in vetta fino al termine? E l'Hermada riuscirà a salvare la categoria?

La squadra monticellana per me non è una sorpresa, anzi. Conosco il valore della dirigenza, dell'allenatore e dei calciatori che sono lì, mentre con il Cos Latina del mio amico Bellamio mi sento spesso e non posso che confermare le ottime impressioni avute vedendoli dal vivo. Per la vittoria finale, forse, sarà  lotta a tre con il Ceccano fino alla fine. L'Hermada ha una pattuglia di giovani di qualità, unita a diversi calciatori di esperienza e classe. Il tutto gestito da un allenatore rampante e di prospettiva, che può tranquillamente condurre la squadra alla salvezza.

 - Giovani in vetrina.

Ce ne sono molti. In Eccellenza, per esempio, prendiamo il 2001 del Gaeta Barba: velocità, corsa e tecnica. E poi Liam sempre dei biancorossi, l'attacante Esposito e lo strutturato 2002 Balba del Pontinia, Vanini e Caschera del Terracina, Marchetti e Palluzzi del Sezze. In Promozione, invece, mi hanno stupito Gionta, Mezzomo e Stravato dal Monte San Biagio, Possamai che ho allenato al Sabaudia, i ciociari Fiorini del Ferentino e Campoli del Lirinia. Un capitolo a parte merita l'Hermada: Christian Lauretti è uno dei miei preferiti per le doti a disposizioni e i margini di crescita, mentre Iannarilli, Perotti e Antonetti hanno tutte le carte in regola per completare il ciclo di crescita e fare un ulteriore salto in avanti.

 - Il peso dello stop forzato derivante dalla crisi pandemica e - a cascata - tutte le problematiche economiche, sociali e tecniche che sono andate a riverberarsi sul regolare svolgimento dei tornei dilettantistici. Qual è il tuo giudizio su questo aspetto extra campo che sta incidendo anche sulle dinamiche sportive...

Con il mio staff abbiamo preparato la stagione del beach soccer post covid anticipando di quasi un mese l'avvio, subendo un solo infortunio di natura traumatica. Al di là degli aspetti economici importanti, da uomo di campo, però, posso affermare che i molteplici stop di carattare fisico che hanno decimato molte compagini possono essere attribuiti - almeno dal mio punto di vista - a un partenza sprint e non graduale che ha influito negativamente dopo il "letargo fisico" legato al Covid19.

- Il Terracina beach soccer, la sabbia. Ovvero, la famiglia e "l'habitat naturale" di Angelo D'Amico. Qualche novità in vista della prossima annata.

Per il beach soccer è presto. Siamo una realtà piccola, con storia e tradizione, che vuole sempre migliorarsi. Certamente cercheremo giovani interessanti, italiani e stranieri alla portata del nostro budget, in grado di apportare il proprio granello alla causa. Nell'ultima stagione abbiamo sfiorato due titoli, dimostrando che con le idee e il lavoro nulla ci è precluso nonostante gli avversari siano delle autentiche corazzate. Questione di DNA, insomma..
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