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Categoria: Calcio a 11
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L'intervista - Fabrizio Pannozzo tra il mercato e il futuro: "Squadra ancora in costruzione, contro i colossi del campionato l'Hermada venderà cara la pelle"

La duplice cavalcata trionfale della scorsa stagione con Prima  squadra e Juniores d'Elite come biglietto da visita della sua giovane carriera, il punto fermo su cui costruire le fondamenta del nuovo Hermada.

Fabrizio Pannozzo, infatti,  nonostante la "tenera" età e la scarsa esperienza con il calcio senior,  sembra  portarsi in dote la saggezza del veterano e la sfrontatezza dell'esordiente pronto a stupire - ancora una volta - tutto e tutti.


E, alle soglie della nuova annata, il tecnico monticellano ribadisce i suoi concetti di gioco e le ambizioni di una squadra ancora in divenire, ma pronta per le affascinanti sfide in dirittura d'arrivo. 

- Il meritato ripescaggio dell'ultima stagione, la "rivoluzione" in essere nell'attuale pre campionato e il passaggio nel più competitivo e difficile girone di Promozione dell'ultimo decennio. Mister Pannozzo, cosa teme maggiormente in questa nuova avventura ormai alle porte. 

In primis vogliamo chiudere la preparazione senza infortuni, facendoci trovare pronti sin dalla gara di Coppa Italia contro il Real Latina. Siamo consci del compito che ci aspetta, dalla ricostruzione del gruppo alla creazione di una chiara identità di gioco. Quest'anno più che mai, infatti,  il campionato non aspetterà nessuno, quindi bisognerà bruciare le tappe e remare uniti verso un'unica direzione per non farsi trovare impreparati nelle prime battute. 

 - Capitolo campagna acquisti. Qualche cessione illustre, molti volti nuovi e alcune conferme di qualità. Farà di necessità virtù?

Non posso negare il rammarico per non aver trattenuto qualche calciatore importante, però fino al termine della sessione di mercato preferisco astenermi da qualsiasi commento.  La nostra rosa si è formata con le risorse a disposizione di un piccolo borgo, e per questo dovremmo lavorare sodo per colmare il gap economico presente con le altre realtà del torneo facendo leva su tutto il nostro potenziale.  Questo non ci spaventa, tutt'altro.

- Subito tre trasferte proibitive (Formia, Paliano e Terracina) e tre scontri diretti casalinghi con Casalvieri, Roccasecca e Pontinia. Quanto sarà importante il fattore "Della Vittoria" per voi?

Partite facili non esisteranno nel prossimo campionato. La mole di investimenti e il blasone delle piazze in lizza per il titolo renderà il torneo  equilibrato e molto difficile, con almeno sei/sette squadre costruite per primeggiare, e il resto della compagnia in secondo e terza linea costretta a battagliarsi la vita in ogni gara, con un margine di errore che si assottiglierà con il passare delle giornate. 

- Negli ultimi anni la sinergia tra Prima Squadra e Juniores ha portato successi e prestigiosi riconoscimenti. La direzione, anche se proiettata su scala maggiore e una dimensione diversa, appare quella giusta. 

Il nostro obiettivo resta quello di far esordire il maggior numero di giovani in Promozione. Il campionato d'Elite è molto duro e salvarsi sarà come bissare il successo dell'anno passato; discorso analogo per la Prima squadra, con cui da tre anni abbiamo intrapreso questo percorso virtuoso fatto di interscambi di giovani e di programmazione pianificata. La filosofia societaria resta quella di puntare molto sul vivaio e di formare calciatori pronti per mentalità e caratteristiche tecniche per il "calcio dei grandi". 

-  Su cosa dovrà puntare l'Hermada per salvarsi? 

Sulla voglia di restare uniti e di aiutarsi nelle difficoltà, nonostante una rosa priva di "stelle".  I profili scelti sul mercato hanno proprio queste peculiarità e sono accumunati dallo spirito umano e dalla  prospettiva calcistica interessante, piazzata - però - in secondo piano e subordinata all'attaccamento alla maglia e alla condivisione del nostro progetto. 

- Qual è la squadra ideale di Fabrizio Pannozzo. Idee, suggestioni, punti cardine. 

L'umiltà su tutto. Penso a una compagine solida, spavalda e decisa. Dobbiamo essere consapevoli dei nostri mezzi e rispettare tutti, lasciando da parte timori reverenziali e cercando sempre di sopperire alle lacune tecniche e tattiche con il temperamento e il coraggio. Solo così potremmo vincere il "nostro campionato". 
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