logo
Categoria: Calcio a 11
l-intervista-simone-reggio-dall-impresa-sfiorata-a-sabaudia-alla-voglia-di-ripartire-terracina-resta-sempre-nel-mio-cuore

L'intervista - Simone Reggio, dall'impresa sfiorata a Sabaudia alla voglia di ripartire: "Terracina resta sempre nel mio cuore"

La trafila delle giovanili, partendo dalla storia Polisportiva al Nuovo Terracina, per proseguire l'esperienza da calciatore con la Vis Terracina di Borelli in Promozione e la travagliata serie D biancoceleste affrontata con al timone il trio Alla, Picarazzi e Serafini e conclusasi con la retrocessione. In mezzo gli anni da pupillo al Sezze e le più di cento presenze a Latina, impreziosite dal goal cartolina siglato contro l'Accerrana valso la salvezza in serie D.

Da allenatore, invece, l'esordio con lo Sporting Vodice e l'impresa sfiorata l'anno successivo con l'Aurora, raccogliendo i cocci di una squadra relegata all'ultimo posto e portata a un passo dal play out.

Simone Reggio, classe 1975, una "vita da mediano" spesa nel calcio laziale e un'altra - ancora agli albori - iniziata da tecnico, e fermata - nonostante le numerose richieste ricevute la scorsa estate - da "incomprensioni" extra sportive e accordi disattesi. "Quando subentrai a Sabaudia, trovai un gruppo di ragazzi affranto e privo di motivazioni" - esordisce Reggio, chiamato a compiere un vero e proprio miracolo sportivo nel girone di ritorno.

"Eravamo ultimi con appena cinque conquistati e senza un mercato adeguato la retrocessione sembrava certa. Grazie all'aiuto dell'attuale ds Gravagnoli riuscimmo a compattare il gruppo e inserire un paio di calciatori, arrivando a ridosso dello storico play out: perdemmo lo spareggio interno con il Pontinia, mancando per un pelo un miracolo in stile Crotone di Nicola".

L'impervia rincorsa in bici, simile a quella promessa e intrapresa dallo stesso Nicola al termine dell'impresa dei suoi ragazzi, terminò tra gli applausi ma con esiti diversi. In campo e fuori. "Molti addetti ai lavori notarono il nostro capolavoro incompiuto, e ricevetti così offerte importanti dal Sezze in Promozione e dall'Hermada in Prima Categoria, restando però fedele alla parola data al presidente Danesin e scegliendo Sabaudia - sottolinea senza fronzoli l'allenatore tirrenico, tradito - subito dopo - dalla mancata riconferma del sodalizio gialloblu che virò repentinamente su Stanziale.

Un terracinese visceralmente legato alla sua terra, amante del mare e dello sport a tutto tondo, spesso avversario del suo Terracina calcio con sentimenti contrastanti. "Affrontare il Terracina mi ha sempre provocato emozioni forti, perché ha rappresentato una parte importante della mia infanzia segnando ricordi indelebili sia a livello calcistico che umano". E l'anno scorso, nell'immeritata e sfortunata sconfitta del "Colavolpe" del suo Sabaudia, Reggio colse appieno cosa voglia dire stare dalla "parte sbagliata" della barricata: "All'ingresso in campo mi sono sentito disorientato, quasi fuori luogo. Ma poi ho dovuto fare il mio lavoro e dare il massimo per la squadra che rappresentavo, onorando i colori dell'Aurora".

Le dimissioni di Milo e i contatti con la società tirrenica, il sogno infranto per l'arrivo di Castellucci e la speranza mai sopita di sedere sulla panchina del "Mario Colavolpe". "Sono stato vicino al Terracina, anche se solo per qualche giorno a stretto giro di posta dall'addio di Milo, senza tuttavia formalizzare nessun contratto" - conferma un sincero Reggio, che giudica la scelta dell'attuale tecnico ciociaro come "ottima anche se tardiva".

"Se scegli un allenatore del livello di Castellucci devi farlo o a inizio stagione o alla fine, pianificando l'intera annata e curando ogni singolo dettaglio". E sul campionato di Promozione in corso, l'ex tecnico gialloblu non ha dubbi: "Team come Sora, Real Cassino e Itri stanno prendendo il largo, e dubito che il Terracina possa rientrare in corsa per le prime tre posizioni. Per i piazzamenti dal quarto in poi sì, ma non oltre".

Dall'"Oronzo Canà" del travolgente Sonnino ("avevo il mio Aristoteles in Pisacane") a "disoccupato" di lusso e acuto osservatore dell'eccentrico e magmatico calcio pontino. "Per quanto riguarda la Prima Categoria, invece, vedo favorite Faiti e Sabaudia, con Bainsizza e Real Latina immediatamente dietro solo per la scarsa ampiezza della rosa. A queste favorite - chiosa Reggio - possiamo inserire l'Hermada, che rischia però di essere penalizzata dal campo viste le caratteristiche tecniche dei suoi interpreti" .

In attesa di un ritorno in panchina, Simone Reggio prende appunti e prepara l'ennesima grande scalata della sua carriera. Augurandosi, questa volta, di trovare ai nastri d'arrivo i giusti riconoscimenti per il lavoro svolto sul campo. Una rarità di questi tempi, a maggior ragione in un mondo ipocrita e falso come quello del pallone nostrano.

Top