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Categoria: Calcio a 11
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L'intervista - Simone Reggio e il coraggio delle sfide: "Ai tifosi dico di apprezzarci, il mio Terracina vi stupirà"

Dall'Aurora Vodice all'Aurora Vodice, il tutto intervallato da una "riflessiva ed obbligata" pausa di studio e meditazione.  "Io credo nel destino" - ci confida a bruciapelo Simone Reggio, terracinese,  43 anni, segni particolari: incosciente.

Sì, perché un tecnico che decide di accettare la sfida impossibile di salvare una formazione praticamente retrocessa, traghettandola  dall'ultima desolante piazza  fino all'ultimo atto di campionato  (in casa con il  Pontinia) con le fiches sopravvivenza ancora tutte sul tavolo, merita se non l'ammirazione quntomeno il rispetto. 


Per il nuovo allenatore del Terracina calcio, però, la partita più difficile ed affascinante della sua carriera è dietro l'angolo. Toccherà a lui, infatti, scacciare via lo scetticismo generale ed incendiare la piazza tirrenica. A partire proprio dalla sfida di Sabaudia. Contro l'Aurora Vodice

- I fari spenti dell'avvio di stagione, l'alone di incertezza che avvolge l'intera realtà biancoceleste e il mercato - fin qui -  interlocutorio. Mister Reggio, quanto sono lontani i fasti e il contagioso entusiasmo del passato.

Siamo pronti per affrontare il nuovo campionato senza troppi proclami, non per "sfidare" la piazza ma per destare interesse e restituire serenità all'intero gruppo. La curiosità della gente per scoprire la qualità del nostro lavoro, il livello del tecnico e la struttura della rosa ci stimolerà ulteriormente "saldandoci"e rendendoci squadra, prima che in campo fuori. 

- Linea verde supportata da "Under" ancora da valutare, calciatori di sostanza e  "curriculum pesante" giunti nelle ultime settimane e qualche dubbio sulla prolificità dell'attacco. Sensazioni pre stagionali?

Resto convinto dei mezzi a diposizione, soprattutto dopo il completamento dell'organico con Marziale, Cucchi e Tullio; gli "under" sono pochini, però validi e a loro presto si integreranno altri giovani interessanti. Le mie idee, il lavoro svolto in fase di preparazione e l'applicazione pratica sul campo mi stanno confermando la bontà dei calciatori presenti in rosa, a partire dagli attaccanti che sono perfettamente connessi nel mio sistema e sono certo ci regalaranno molte soddisfazioni in futuro.

- Ritorniamo all'Aurora Vodice. Esordio complicato contro un team allestito per finire il torneo nella parte sinistra della classifica.

Sarà una gara difficile, spigolosa. Tutte le avversarie sono da rispettare, anche le matricole come il Sabaudia, una delle più accreditate per ben figurare durante l'arco della stagione.  Ci sono tutti i presupposti per disputare una buona partita, iniziando con il piede giusto un campionato che dovrà vederci protagonisti e - allo stesso tempo -  mentalmente sgombri da fardelli di vertice. Almeno sulla carta. 

- L'ultima partita al "Colavolpe" da avversario fu proprio con i gialloblu. Sconfitta per 2-1 e percorso salvezza quasi compromesso, nonostante decisioni arbitrali dubbie e un pizzico di sfortuna. Il destino, appunto.

Già, il fato. Da parte mia le motivazioni sono enormi, così come le prospettive di riscatto. A Sabaudia ho lasciato molti amici e qualche rimpianto, più per demerito altrui che del sottoscritto.  E per un terracinese guidare la propria squadra è tutto, un' enorme onore e un sconfinato onere. Quindi: rotta tracciata, direzione obbligata. 

 - Un terracinese sulla panchina biancoceleste. Dopo Borelli,  Pernarella e Del Duca ora tocca a Reggio. 

Per un terracinese essere "profeta in patria" è sempre stato complicato. Dalla mia parte ho lo spirito del "mezzosangue" che unisce la veracità della nostra gente con la cocciutagine sonninese dei miei genitori. Sono impaziente di cominiciare questa nuova avventura per mostrare il mio valore e quello dei  ragazzi, perché investito e "gravato" di una grande responsabilità: far sorridere di nuovo una piazza meritevole di altri palcoscenici.

- Concludiamo con un  messaggio ai tifosi biancocelesti, fin qui più in attesa degli eventi che protagonisti attivi del primo scorcio di annata. 

I tifosi del Terracina calcio non hanno bisogno di motivazioni. Io sono cresciuto ascoltando l'inno dei tigrotti, rompendomi un ginocchio con la maglia biancoceleste mentre mi "ribolliva" il sangue.  Chiedo solo un minimo di coraggio e di apprezzarci, sostenendoci sin dalle prime amichevoli stagionali. La mia unica promessa è quella - ovviamente in senso metaforico -  di "buttare il sangue in mezzo al campo", non regalando nulla a nessuno. Conoscendo la gente terracinese, il punto di partenza da cui costruire tutto il resto. 




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