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Fuori Area - "Fair Play Latina", in campo per l'inclusione. Il promotore Ghirotto: "Progetto unico con ragazzi speciali"

Un progetto sociale dal respiro molto più ampio, in grado di travalicare confini e pregiudizi. La primordiale idea nata parallelamente all'attività di allenatore, le prime adesioni, l'entusiasmo dilagante e travolgente dei protagonisti, i riconoscimenti istituzionali, l'innata voglia di correre a perdifiato e non voltarsi più indietro.

"Nasce così "Fair Play Latina",nel 2017, grazie alla sensibilità e al coraggio di Marco Ghirotto (allora tecnico dell'Itri in Eccellenza)"intrecciandosi" successivamente con il comitato nazionale "Fair play" riconosciuto dal Coni.

"Perchè "Atto di Fair Play"? Siamo partiti dalla mia città, Latina - esordisce Ghirotto. E abbiamo deciso, insieme ad alcuni amici, di metterci in gioco promuovendo i valori dell'etica e della sana competizione senza barriere nello sport, offrendo - in modo "itinerante" - svago e divertimento ai ragazzi meno abbienti della nostra comunità, girando ogni angolo di Latina, quartiere dopo quartiere, scuola dopo scuola".

La pausa pandemica, l'inarrestabile ascesa nata dalla sinergia con l'ex calciatore Zavatti attuale tecnico del Lecce (rimasto orfano dell'arto inferiore a seguito di un grave incidente), primo allenatore amputato d'Italia e l'imprescindibile aiuto dei privati. Il fenomeno "fair play" presto è diventato un uragano di altruismo e solidarietà, bruciando le tappe di crescita.

"L'incontro con Luca Zavatti ci ha aperto un mondo" - prosegue l'allenatore latinense. "La sua impareggiabile forza di volontà, unitamente al suo spirito da combattente nato ci ha permesso di allargare i nostri orizzonti, includendo nel progetto persone diversamente abili - rimarca con orgoglio il fondatore di "Atto di Fair Play", e attuale delegato provinciale dell'associazione presieduta dal massimo ente sportivo italiano.

"Oggi il centro sportivo "Helsinki" ospita decine di ragazzi con abilità motorie ridotte e disabili che si confrontano con gli altri, in un clima gioviale e disteso, il tutto in forma gratuita grazie al supporto dei nostri amici sponsor". Inclusione e dedizione, professionalità e altruismo. E i primi riconoscimenti, istituzionali e mediatici, non sono tardati ad arrivare.

I video di incoraggiamento di Simone Inzaghi e Farris, la vicinanza della S.S. Lazio, del maestro Zeman e degli ex campioni Perrotta e Cervone. Ma non solo. "Il nostro messaggio è prettamente di natura solidatistica e sociale - ribadisce Ghirotto.

E proprio in questa direzione sta viaggiando su binari alla vigilia insperati. Questo non può che farci piacere: però molto ancora deve
essere fatto, a partire dall'unificazione dei comitati olimpici e dalla creazione di un percorso unitario, come propugnato dalla nostra pluridecorata schermitrice Bebe Vio".

L'espansione a macchia d'olio di un progetto nato quasi per gioco e divenuto un punto di riferimento per un intero microcosmo, spesso colpevolmente ignorato come testimoniato dallo stesso Ghirotto.

"Un esempio pratico delle diffcoltà con le quali conviviamo ogni giorno? Un ragazzo siriano di 16 anni - rimasto senza una gamba a causa di una mina antiuomo - , dopo aver raggiunto l'Italia attraverso canali umanitari, riesce a stento a raggiungerci da Pomezia perché le barriere archittettoniche restano uno dei più grandi problemi di un problema che si definisce civile - afferma con una punta di rammarico l'ex tecnico di Latina, Cisterna e Itri.

La generosità contrapposta alla ingiustizie, i fatti alla vuota retorica. "La settimana scorsa siamo stati ospiti della Pallamano Pontinia, nei prossimi giorni visiteremo un'associazione che si occupa di ragazzi autistici". E non finisce qui.

"Con l'ANCI, inoltre, stiamo per concludere l'accordo per avere in ogni provincia un nostro delegato, in modo da rendere più omogenea, efficiente e strutturata la nostra organizzazione" - chiosa con orgoglio Ghirotto.

Sguardo fiero e testa proiettata verso le prossime sfide impregnate di coraggio, solidarietà e altruismo. Con il fair play di sempre. E la resilienza insita nel DNA dei nobili spiriti.
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